Il Parco del Drago Millenario, nel centro storico di Icod de los Vinos, custodisce l’albero più celebre di Tenerife e un giardino botanico di tre ettari in cui la flora endemica delle Canarie si lascia osservare da vicino, tra sentieri ombreggiati, punti panoramici sul Teide e angoli dedicati alla cultura guanche. Raggiungerlo significa entrare in uno dei luoghi più rappresentativi del nord dell’isola, dove paesaggio vulcanico, vigneti, piantagioni di banane e architettura tradizionale convivono a pochi passi l’uno dall’altro.
Tra leggende guanche, flora endemica e il fascino del nord di Tenerife
Se siete appassionati di botanica, curiosi di storia o semplicemente in cerca di una pausa verde durante il vostro itinerario, qui troverete un luogo accogliente, curato e adatto a una visita senza fretta. Il protagonista assoluto è il Drago Millenario, un esemplare di Dracaena draco che è diventato il simbolo di Icod, tanto da comparire nello stemma del comune, e uno dei grandi emblemi naturali delle Isole Canarie.
Nelle prossime sezioni vi raccontiamo la storia del parco e dell’albero, le specie vegetali che potete ammirare, le leggende legate al sangue di drago, gli orari e i prezzi aggiornati, il modo migliore per arrivare e tutto ciò che vale la pena vedere a Icod de los Vinos e nei dintorni, dalla Cueva del Viento al Mariposario del Drago.
Il Parco del Drago Millenario in breve: i dati essenziali
Prima di entrare nei dettagli, ecco le informazioni che quasi tutti i visitatori cercano per organizzare la giornata.
- Dove si trova: nel centro storico di Icod de los Vinos, nel nord-ovest di Tenerife, accanto alla chiesa di San Marcos.
- Estensione: circa tre ettari di giardino botanico.
- Protagonista: il Drago Millenario, dichiarato Monumento Nazionale nel 1917.
- Età stimata: circa 800 anni secondo le valutazioni ufficiali più recenti.
- Altezza: oltre 16 metri, con un perimetro alla base di circa 20 metri.
- Apertura: tutti i giorni dell’anno, con orario più lungo in estate.
- Durata consigliata della visita: da un’ora a un’ora e mezza, di più se amate fotografare e leggere i pannelli informativi.
Sono dati sintetici, ma già bastano a far capire perché il parco sia una tappa fissa per chi esplora il nord di Tenerife: unisce in uno spazio raccolto un monumento vivente, un giardino didattico e un racconto sulle origini dell’isola.
Storia del Parco del Drago Millenario: come nasce il giardino botanico
Il Drago di Icod è nato sul bordo di un barranco, il burrone conosciuto come El Río, e oggi è riparato dal vento dalle case della cosiddetta “Ciudad del Drago“, la città del drago. Per molto tempo l’area intorno all’albero ha avuto un aspetto molto diverso da quello attuale: una strada passava a ridosso del tronco e il terreno era occupato da piante ornamentali poco adatte al luogo, come rose che richiedevano molta più acqua di quanta il drago avesse bisogno.
La svolta arriva con un concorso di idee bandito nel 1984 per sistemare l’ambiente che circonda l’albero. Il progetto vincitore, firmato dagli architetti Felipe Artengo, Fernando Menis e José María Rodríguez-Pastrana, propose di restituire al luogo la sua natura originaria: liberare i due lati del barranco, eliminare il tracciato della vecchia strada e ripopolare il terreno con specie autoctone, ciascuna collocata alla quota in cui cresce spontaneamente sull’isola.
Il risultato è un giardino pensato per imparare. Le piante sono contrassegnate con il nome scientifico e con quello volgare, e il percorso segue la topografia del terreno con una geometria libera, vicina allo spirito del giardino all’inglese. Nell’area è stato recuperato anche il tracciato dell’antico callejón del Molino, emerso quando è stata demolita una costruzione degli anni Quaranta del Novecento. Dopo oltre vent’anni di crescita naturale, il parco mostra oggi una vegetazione fitta e un notevole valore biologico.
Ai piedi dell’albero trovate inoltre un angolo dedicato ai dragos più giovani, la cosiddetta “Guardería de Dragos“, che permette di osservare le diverse fasi di sviluppo della specie. È uno dei dettagli più interessanti per chi vuole capire come cresce un drago, dalla pianta con un solo fusto fino alla chioma ramificata degli esemplari adulti.
Il Drago Millenario di Icod: età, dimensioni e curiosità

Il Drago Millenario è considerato il più grande e il più antico esemplare vivente della sua specie. Il soprannome “millenario” è tradizionale, ma le stime più recenti sono più prudenti: gli enti locali e le fonti ufficiali parlano di circa 800 anni, mentre alcune pubblicazioni indicano un intervallo tra i 700 e gli 800. Per decenni, e in alcuni testi ancora oggi, sono circolate cifre molto più alte, fino a tremila anni. Una spiegazione frequente è che molte di queste cifre fossero legate a un altro grande drago, quello di La Orotava, misurato e descritto dai naturalisti del Settecento, e che la sua fama sia poi passata all’esemplare di Icod.
Datare un drago non è semplice. A differenza degli alberi comuni, la Dracaena draco è una monocotiledone e non forma anelli di crescita concentrici nel tronco, quindi il metodo classico del conteggio non funziona. L’età si stima in base al numero di ramificazioni: la pianta cresce per circa dieci-quindici anni, poi fiorisce e si ramifica, e il ciclo si ripete a ogni livello della chioma. Per questo il risultato resta sempre un’approssimazione.
Dimensioni del Drago Millenario
Sulle dimensioni le fonti ufficiali coincidono sull’ordine di grandezza: l’albero supera i 16 metri di altezza e ha un perimetro di circa 20 metri alla base. Alcune pubblicazioni riportano misure leggermente diverse, tra i 17 e i 18 metri, un margine normale per un esemplare così grande e misurato in epoche differenti. La chioma ad ampio ombrello, con rami che si dividono in forma di candelabro, è la sua firma inconfondibile e lo rende riconoscibile da lontano anche nel panorama urbano.
Il Drago Millenario è Monumento Nazionale dal 1917 e l’area in cui sorge è tutelata come Bene di Interesse Culturale. Da anni si discute anche della possibilità di candidare l’albero a un riconoscimento internazionale di patrimonio mondiale, a conferma del valore che gli viene attribuito.
Dracaena draco: origini e caratteristiche dell’albero del drago
Il nome scientifico richiama il mondo del mito: Dracaena deriva da un termine greco che significa “femmina di drago“, mentre draco è la parola latina per “drago”. La specie è originaria della Macaronesia, cioè dell’insieme di arcipelaghi atlantici che comprende le Canarie, Madeira e Capo Verde, e vive allo stato naturale anche in alcune zone dell’Africa nord-occidentale, in particolare nel Marocco occidentale. Il suo areale è quindi atlantico.
Il drago è un albero dalla crescita lenta. Da giovane ha un solo fusto; intorno ai dieci-quindici anni di età produce la prima infiorescenza, con fiori bianchi profumati seguiti da bacche color corallo, e subito dopo comincia a ramificarsi. Ogni ramo cresce per un certo numero di anni e poi si divide ancora, fino a formare la tipica chioma a ombrello. Nelle Canarie lo si trova di norma a quote medio-basse, dove le condizioni sono più miti, e nelle zone naturali è oggi una specie considerata vulnerabile, con popolazioni spesso ridotte.
Il tratto più celebre è la resina rossa che trasuda quando la corteccia o le foglie vengono incise: è il cosiddetto “sangue di drago“. Questa sostanza ha avuto usi tradizionali molto diversi, dalla medicina alla tintura, fino al contesto rituale e funerario. Con l’espressione “sangue di drago” si indicano resine ottenute da più piante di continenti diversi, ma quella del drago delle Canarie è una delle più note e ha contribuito per secoli alla fama dell’albero.
Il Drago Millenario tra mito e spiritualità: guanci, leggende e sangue di drago

Per i guanci, gli antichi abitanti di Tenerife, il drago era una pianta di grande valore simbolico. La resina veniva impiegata, tra l’altro, nei processi di imbalsamazione e di mummificazione, e la corteccia del tronco era utilizzata per realizzare sarcofagi. Intorno a questi usi si è sviluppata una tradizione che lega l’albero ai rituali funebri e al mondo spirituale dell’isola.
La leggenda più conosciuta spiega il nome della pianta con il mito classico: durante una delle fatiche di Ercole, l’eroe uccise il drago che custodiva le mele d’oro del giardino delle Esperidi, e dal sangue versato sul terreno nacque il primo albero di drago. Secondo altre versioni, ogni volta che un drago ferito sanguinava sulla terra, da quella macchia rossa germogliava una nuova pianta. Sono racconti che mescolano mitologia greca e immaginario canario, e che rendono l’albero ancora più affascinante da osservare dal vivo.
Questa stratificazione di storia naturale, tradizione guanche e leggende classiche è uno dei motivi per cui il Drago Millenario è percepito come un vero simbolo identitario delle Canarie. Non è soltanto un albero fotogenico: è un racconto vivente della relazione tra l’isola, i suoi primi abitanti e il mare che la collega al resto del mondo.
Le specie che potete ammirare nel Parco del Drago Millenario

Se amate la botanica, il parco è un piccolo laboratorio all’aperto. Il percorso riproduce i principali ecosistemi di Tenerife, quindi passeggiando si passa da una vegetazione di tipo xerofilo, adattata ai luoghi caldi e asciutti, a una più umida e ombrosa. Ecco le specie principali che potete osservare, secondo le descrizioni ufficiali del parco e dei suoi progettisti.
I dragos, giovani e adulti
Oltre al Drago Millenario, nel parco crescono altri esemplari di Dracaena draco, compresi quelli più piccoli ospitati nella Guardería de Dragos. Confrontare un drago giovane, con il fusto singolo e le foglie a rosetta, con la chioma ramificata dell’albero adulto è il modo più immediato per capire come si sviluppa la specie.
Cardones e tabaibas
Tra le piante più caratteristiche delle zone aride delle Canarie ci sono i cardones, euforbie succulente dall’aspetto di candelabro (Euphorbia canariensis), e le tabaibas, altre euforbie arbustive che formano la tipica vegetazione costiera e di bassa quota. Le trovate lungo il parco insieme alle altre specie dei piani basali, e rappresentano uno dei volti più riconoscibili del paesaggio canario.
Palme e piante della fascia intermedia
Sul percorso incontrate anche la palma canaria (Phoenix canariensis), un’altra icona dell’arcipelago, e piante tipiche della fascia di transizione come i brezos, cioè le eriche arboree (Erica arborea), e la faya, chiamata localmente haya (Morella faya). Sono specie che si incontrano spesso nei boschi e nelle zone di mezza quota dell’isola.
Le specie della laurisilva
Il parco ospita inoltre alberi che appartengono alla laurisilva, il bosco umido di tipo subtropicale che un tempo ricopriva ampie zone delle isole e che oggi sopravvive soprattutto nei rilievi più umidi. Tra queste figurano l’acebiño (Ilex canariensis), il viñátigo (Persea indica), il til (Ocotea foetens) e il lauro canario (Laurus novocanariensis). Vederli in un solo giardino aiuta a capire quanto la vegetazione di Tenerife cambi con la quota e con l’umidità.
Fauna e farfalle
Il parco è soprattutto un giardino botanico, ma accanto al Parque del Drago trovate il Mariposario del Drago, una grande serra tropicale in cui volano liberamente centinaia di farfalle provenienti da diverse parti del mondo. Se la vostra visita è dedicata alla natura, vale la pena abbinare le due tappe: da una parte la flora endemica dell’isola, dall’altra la ricchezza di specie tropicali e il ciclo vitale delle farfalle, dall’uovo alla crisalide.
Cosa vedere all’interno del parco: percorso, grotta guanche e panorami
La visita si sviluppa lungo sentieri che scendono e salgono seguendo il pendio del barranco. Non è un percorso faticoso, ma presenta dislivelli e fondi irregolari, ed è bene tenerne conto: secondo le indicazioni ufficiali, il parco non è accessibile alle persone in sedia a rotelle.
Lungo il tragitto, attraverso il Barranco Caforiño, si arriva a una grotta che richiama lo stile di vita degli antichi abitanti dell’isola, i guanci. È uno dei momenti più suggestivi del parco, perché dopo il verde dei giardini e il panorama sul grande albero ci si ritrova in uno spazio che racconta la quotidianità e le credenze delle prime comunità di Tenerife. Il parco comprende anche spazi di interesse etnografico, un’area dedicata agli antichi mestieri di Icod e un antico lagar, il torchio in cui un tempo si produceva il vino, a ricordo della lunga tradizione vitivinicola della zona.
I punti panoramici offrono viste sul Teide, sull’Atlantico e sul centro storico. Una delle esperienze più apprezzate è avvicinarsi alla base del Drago Millenario per osservare da vicino il tronco massiccio e la chioma che si apre sopra la testa. Ricordate che nel parco è vietato l’uso di droni e non si può fumare, mentre gli animali domestici sono ammessi purché tenuti al guinzaglio.
Orari e prezzi del Parco del Drago Millenario nel 2026
Gli orari e le tariffe possono cambiare, quindi è sempre utile controllare i canali ufficiali prima di partire. Secondo le informazioni pubblicate dall’ente per il turismo di Tenerife, il parco è aperto tutti i giorni, con orario estivo da aprile a ottobre (9:00-20:00) e orario invernale da novembre a marzo (9:00-18:00).
Per quanto riguarda l’ingresso, le tariffe generali indicate sono queste:
- Adulti: 5 €
- Studenti e pensionati: 3 €
- Bambini da 6 a 11 anni: 2,50 €
- Bambini sotto i 6 anni: gratuito
Per i residenti nelle Isole Canarie sono previste tariffe ridotte: 2 € per gli adulti, 1 € per studenti, pensionati e bambini dai 6 agli 11 anni, ingresso gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Il biglietto dà accesso al giardino botanico, ai sentieri e ai punti panoramici sul grande albero. Alcuni portali indicano fasce d’età e prezzi leggermente diversi, segno che le tariffe sono state aggiornate negli anni: per questo conviene fare riferimento alle fonti ufficiali.
Se volete soltanto vedere il Drago Millenario dall’alto, potete farlo gratuitamente dalla vicina Plaza de Lorenzo Cáceres, il parco urbano accanto alla chiesa di San Marcos, che offre una bella visuale sull’albero. Chi desidera passeggiare tra le piante, entrare nella grotta guanche e vedere il tronco da vicino troverà invece nel biglietto d’ingresso un ottimo rapporto tra prezzo ed esperienza.
Come arrivare al Parco del Drago Millenario a Icod de los Vinos
Icod de los Vinos si trova nel nord-ovest di Tenerife, tra Garachico e La Guancha, ed è facile da raggiungere sia in auto sia con i mezzi pubblici.
In auto. Dalla costa nord si segue la TF-5, l’autostrada del Nord, fino a Icod. Da Santa Cruz de Tenerife servono circa un’ora, da Puerto de la Cruz circa mezz’ora. Se partite dal sud dell’isola, il viaggio è un’occasione per attraversare paesaggi molto diversi, tra le montagne e le valli del nord. In paese potete usare il parcheggio a pagamento vicino al parco, il Parking del Drago, oppure cercare posto nelle strade circostanti, tenendo presente che nelle ore centrali la zona può essere molto frequentata.
In autobus. La rete TITSA collega Icod con diverse località. La linea 108 unisce Santa Cruz de Tenerife a Icod de los Vinos e prosegue verso Buenavista del Norte, mentre la 363 collega Puerto de la Cruz e Buenavista passando per Icod e serve anche Garachico. Dal sud, la linea 460 collega Icod con Costa Adeje passando per Santiago del Teide e Guía de Isora, e dal 7 settembre 2026 è affiancata da una nuova linea, la 464, che offre un collegamento ancora più diretto tra Icod e Costa Adeje attraverso la TF-82 e la TF-1. Una buona notizia per chi alloggia nelle località del sud e vuole raggiungere il nord senza auto. Dalla stazione degli autobus di Icod il parco si raggiunge a piedi in pochi minuti, passando per il centro storico.
Per orari e frequenze aggiornati consultate sempre il sito di TITSA, perché i servizi possono variare nel corso dell’anno.
Quando visitarlo e quanto tempo dedicare
Il parco è aperto tutto l’anno e si presta a essere visitato in ogni stagione. D’estate l’orario prolungato permette di arrivare anche nel tardo pomeriggio, mentre nei mesi più freschi la passeggiata resta piacevole anche nelle ore centrali.
Un buon consiglio è arrivare al mattino, quando c’è meno movimento e la luce è ideale per fotografare il Drago Millenario. Calcolate da un’ora a un’ora e mezza per il parco e, se volete vedere anche il centro storico, almeno mezza giornata. Con il Mariposario, un museo e il pranzo in una delle piazze del paese, la visita può diventare una giornata piena.
Il nord e il sud di Tenerife offrono esperienze complementari. Il sud è la zona delle grandi spiagge, del sole costante e della vita sul mare; il nord è il volto più verde dell’isola, con borghi storici, vigneti, boschi e un patrimonio culturale ricchissimo. Unire le due anime in una stessa vacanza è una scelta che molti viaggiatori apprezzano, e il Parco del Drago Millenario è una delle tappe che meglio rappresentano il lato nord dell’isola.
Cosa vedere a Icod de los Vinos oltre al Parco del Drago

Icod de los Vinos è uno dei borghi più affascinanti del nord di Tenerife. Il suo centro storico è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale nel 2002 e conserva l’architettura tradizionale canaria: case storiche con balconi in legno, piazze alberate e un’atmosfera che invita a passeggiare senza fretta. Il nome stesso racconta la sua storia: “de los Vinos” ricorda la lunga tradizione della produzione di vino nella zona, attestata fin dal Cinquecento.
Plaza de Lorenzo Cáceres e la chiesa di San Marcos
Di fronte al parco si apre Plaza de Lorenzo Cáceres, una delle piazze principali del centro storico, con fontane, un chiosco e vegetazione varia. Da qui si ha una bella vista sul Drago Millenario e sul verde che lo circonda, ed è un punto ideale per fermarsi, scattare fotografie e osservare la vita del paese. Sulla piazza si affaccia la Parrocchia matrice di San Marcos Evangelista, il principale edificio religioso di Icod e della sua zona. Le sue origini risalgono a un piccolo eremo del 1500 circa, la parrocchia fu istituita nel 1515 ed è oggi riconosciuta come Bene di Interesse Culturale con categoria di monumento. All’interno si conservano opere d’arte e arredi sacri, e nel Museo di Arte Sacra è custodita tra l’altro un’immagine del Cristo conosciuta come “Señor Difunto”, realizzata in pasta di mais.
Plaza de la Pila e Casa de los Cáceres
Poco distante si trova Plaza de la Pila, una delle piazze storiche più eleganti del paese, circondata da edifici nobiliari. Nella stessa zona sorge la Casa de los Cáceres, oggi sede museale e culturale, che permette di approfondire la storia di Icod e delle famiglie che ne hanno accompagnato lo sviluppo nei secoli.
Il Museo de Malvasía
Sempre su Plaza de la Pila trovate il Museo de Malvasía, un piccolo spazio dedicato alla tradizione vinicola locale e alla malvasia, uno dei vini più celebri di Tenerife. È l’occasione ideale per capire il legame tra Icod e la viticoltura e, se lo desiderate, assaggiare qualche vino del territorio accompagnato da prodotti tipici.
Il Museo Guanche
Il Museo Guanche è un museo etnografico dedicato agli antichi abitanti dell’isola. Visitarlo, prima o dopo il parco, permette di collegare quanto si vede nella grotta del giardino con la vita quotidiana, le tradizioni e le credenze dei guanci.
Casa del Plátano
La Casa del Plátano è una tappa curiosa e adatta anche ai bambini: un’antica tenuta che racconta la storia e l’importanza della coltivazione della banana canaria, uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura dell’isola, e permette di vedere da vicino una vera piantagione.
La casa museo di Emeterio Gutiérrez Albelo
Per chi ama la letteratura, Icod ospita la casa museo dedicata a Emeterio Gutiérrez Albelo, poeta nato in paese nel 1905, figura importante della letteratura canaria del Novecento e legato all’esperienza di Gaceta de Arte e all’avanguardia surrealista delle isole.
Il Mariposario del Drago
A pochi passi dal parco si trova il Mariposario del Drago, inaugurato nel giugno 1997 e considerato il primo centro in Spagna dedicato esclusivamente alle farfalle. Si tratta di una serra tropicale in cui volano liberamente oltre ottocento esemplari di diverse specie provenienti da varie parti del mondo, dal più piccolo, di soli due centimetri, ai giganti con apertura alare di circa trenta. Tra le specie citate dalle guide ci sono anche farfalle australiane molto spettacolari, come Ornithoptera priamus. Un laboratorio visibile attraverso grandi vetrate permette di osservare la nascita delle farfalle e la metamorfosi. È una tappa particolarmente apprezzata da chi viaggia con bambini.
La Cueva del Viento

Nei dintorni di Icod si trova una delle meraviglie naturali più sorprendenti di Tenerife: la Cueva del Viento. È il tubo lavico più lungo d’Europa e uno dei più estesi del mondo, con oltre 18 chilometri di gallerie topografate. Si è formato circa 27.000 anni fa, durante la prima fase eruttiva del vulcano Pico Viejo, che sorge accanto al Teide, e deve il nome alle forti correnti d’aria che si avvertono al suo interno. Le sue gallerie si sviluppano su tre livelli sovrapposti e offrono stalattiti di lava, cascate laviche e terrazze laterali. La visita è possibile solo con una guida e con prenotazione, per gruppi ridotti, e richiede abbigliamento adatto, con pantaloni lunghi e scarpe comode. Il punto di ritrovo è il centro visitatori, nella zona alta di Icod chiamata Los Piquetes.
Un itinerario di una giornata a Icod de los Vinos
Se avete una giornata, potete organizzare la visita in modo semplice e molto piacevole.
Iniziate la mattina dal Parco del Drago, quando c’è meno affollamento, dedicando circa un’ora e mezza al giardino botanico, alla grotta guanche e al grande albero. Subito dopo, a pochi passi, potete visitare il Mariposario del Drago, un’esperienza molto diversa ma altrettanto legata alla natura.
A metà giornata passeggiate nel centro storico: Plaza de Lorenzo Cáceres, la chiesa di San Marcos, Plaza de la Pila e il Museo de Malvasía. È il momento giusto per pranzare in uno dei locali della zona, assaggiando i prodotti tipici del nord dell’isola come formaggi, patate e vini locali.
Nel pomeriggio avete due strade. Se amate la storia e le tradizioni, il Museo Guanche e la Casa del Plátano completano il quadro culturale del paese. Se invece desiderate un’esperienza più avventurosa, prenotate in anticipo la Cueva del Viento ed esplorate il mondo sotterraneo creato dall’attività vulcanica.
In alternativa, Icod si presta bene a essere inserita in un itinerario più ampio nel nord-ovest dell’isola: a pochi chilometri, per esempio, si trova Garachico, un altro borgo ricco di storia e di fascino.
Consigli pratici per visitare il Parco del Drago Millenario
Per vivere al meglio la visita ecco alcuni suggerimenti utili.
Indossate scarpe comode, perché il percorso presenta dislivelli e sentieri non sempre perfettamente lisci. Portate con voi acqua e un cappello nelle giornate di sole, anche se molte parti del parco sono ombreggiate. Arrivate al mattino o nel tardo pomeriggio se desiderate fotografare il Drago Millenario con meno persone intorno. Leggete con attenzione i pannelli con i nomi delle piante: sono parte dell’idea originaria del parco e vi aiutano a riconoscere le specie. Se viaggiate con bambini, trasformate la visita in un gioco di osservazione chiedendo loro di cercare le diverse piante e i dragos più piccoli.
Infine, ricordate che gli orari e le tariffe possono cambiare: se la vostra visita cade in una data particolare, come una festività, verificate sempre i canali ufficiali prima di partire.
Domande frequenti sul Parco del Drago Millenario
Quanto costa entrare al Parco del Drago?
Secondo le informazioni pubblicate dall’ente per il turismo di Tenerife, l’ingresso per gli adulti costa 5 €, con tariffe ridotte per studenti, pensionati e bambini, e ingresso gratuito per i minori di 6 anni. I residenti nelle Canarie hanno prezzi agevolati.
Quanti anni ha il Drago Millenario?
Le stime ufficiali più recenti parlano di circa 800 anni. Il soprannome “millenario” è tradizionale, mentre le cifre molto più alte che circolano in alcuni testi sono considerate esagerate.
Quanto tempo serve per visitare il parco?
In genere da un’ora a un’ora e mezza. Se vi piace fotografare o leggere i pannelli, potete dedicargli anche di più.
Si può vedere il Drago senza pagare il biglietto?
Sì, è possibile ammirarlo dall’alto dalla vicina Plaza de Lorenzo Cáceres. Per entrare nel giardino e vedere il tronco da vicino è invece necessario il biglietto.
Il parco è adatto ai bambini?
Sì, è una visita piacevole anche per le famiglie, soprattutto se abbinata al Mariposario del Drago. Tenete conto però dei sentieri con dislivelli.
Il parco è accessibile in sedia a rotelle?
Secondo le indicazioni ufficiali no, a causa della conformazione del terreno.
Si possono portare i cani?
Sì, gli animali domestici sono ammessi se tenuti al guinzaglio.
Quali specie si possono vedere?
Oltre al Drago Millenario e ai dragos più giovani: cardones, tabaibas, palme, eriche arboree, faya e specie della laurisilva come acebiño, viñátigo, til e lauro canario.
Perché inserire il Parco del Drago Millenario nel vostro viaggio a Tenerife
Il Parco del Drago Millenario è una tappa che racconta l’isola in modo autentico. In poche ore potete passeggiare in un giardino botanico che riproduce i diversi ecosistemi di Tenerife, entrare in una grotta che evoca la vita dei guanci, ammirare un albero tra i più celebri delle Canarie e scoprire un borgo ricco di cultura, di musei, di piazze e di sapori.
Inserire Icod de los Vinos nel vostro itinerario significa vivere il lato più verde e storico del nord di Tenerife, un territorio che si abbina con naturalezza alle spiagge e ai paesaggi del sud, creando una vacanza completa. Che stiate pianificando una giornata o un soggiorno più lungo, il Drago Millenario vi aspetta con il suo fascino antico, la sua storia e le sue leggende.
