Aree naturali di Tenerife: i paesaggi più straordinari dell’isola

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Tenerife non è soltanto la più grande delle Isole Canarie: è un territorio che racchiude al suo interno una varietà di aree naturali difficilmente riscontrabile in qualsiasi altra isola del Mediterraneo o dell’Atlantico europeo. Chi arriva a Tenerife con l’idea di trovare esclusivamente spiagge e resort rimane spesso sorpreso dalla ricchezza e dalla complessità del suo entroterra, dei suoi rilievi e delle sue coste selvagge.

In realtà, l’isola offre un ventaglio di esperienze naturalistiche straordinarie, adatte tanto agli escursionisti esperti quanto a chi desidera semplicemente immergersi in ambienti incontaminati e lontani dalla frenesia quotidiana.

Vulcani, foreste millenarie e canyon mozzafiato: la natura selvaggia di Tenerife vi aspetta

Le aree naturali di Tenerife sono il risultato di milioni di anni di attività vulcanica, di correnti oceaniche, di climi diversissimi che coesistono a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Il nord è verde, umido, avvolto spesso nella nebbia, popolato da foreste subtropicali che sembrano uscite da un’altra epoca geologica.  Il sud si apre invece su paesaggi più asciutti, con colate laviche solidificate, vegetazione xerofila e tramonti infuocati.

Al centro, il vulcano Teide domina tutto dall’alto dei suoi 3.718 metri, visibile praticamente da ogni punto dell’isola. Questa convivenza di microclimi e ambienti diversi ha reso Tenerife uno dei territori con il maggior numero di specie endemiche d’Europa, e ha giustificato la creazione di una rete estesa di aree protette, riserve naturali e parchi nazionali che oggi rappresentano una delle principali ricchezze dell’isola.

In questo articolo vi accompagniamo alla scoperta delle aree naturali più belle di Tenerife, descrivendone le caratteristiche principali, la posizione, la flora, la fauna e le opportunità di visita, per aiutarvi a pianificare un’esperienza autentica a contatto con una delle nature più straordinarie d’Europa.

Il Parco Nazionale del Teide: il cuore vulcanico di Tenerife

Aree naturali di Tenerife

Nessuna visita alle aree naturali di Tenerife può dirsi completa senza dedicare almeno una giornata intera al Parco Nazionale del Teide. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2007, questo parco è uno dei più visitati di tutta la Spagna e uno dei più iconici dell’intero arcipelago delle Canarie. Il motivo è evidente fin dal primo sguardo: il paesaggio che si apre agli occhi del visitatore non assomiglia a nulla di ciò che si possa incontrare altrove in Europa.

Il vulcano Teide, con i suoi 3.718 metri sul livello del mare, è la cima più alta di Spagna e uno dei vulcani più grandi del mondo misurati dalla base oceanica. Intorno a lui si estende una caldera immensa, Las Cañadas, costellata di formazioni laviche, crateri secondari, guglie di roccia ossidata e depositi di cenere che creano una palette di colori sorprendente: il nero intenso della lava basaltica, il rosso ferroso delle ceneri, il giallo e il verde delle rocce minerali, il bianco della neve invernale che ricopre i versanti più alti. Camminare nel parco dà davvero la sensazione di trovarsi su un altro pianeta.

La flora e la fauna del Parco Nazionale del Teide

La flora del Parco del Teide è altrettanto affascinante. A queste altitudini vivono specie endemiche capaci di sopravvivere a condizioni estreme: il tajinaste rosso (Echium wildpretii) è forse la più spettacolare, con i suoi steli di oltre due metri ricoperti di fiori cremisi che si stagliano contro il cielo azzurro; la violetta del Teide (Viola cheiranthifolia) riesce invece a fiorire a oltre 3.000 metri di quota, in condizioni che poche altre piante al mondo riuscirebbero a tollerare. Anche la fauna ha i suoi protagonisti: il falco pellegrino e il corvo imperiale sono presenze fisse nel cielo del parco, mentre il lagarto tizón, una lucertola endemica dalle dimensioni sorprendenti, scivola silenzioso tra le rocce laviche.

Il parco si estende su diversi comuni, tra cui La Orotava, Santiago del Teide, Guía de Isora e Icod de los Vinos, ed è facilmente raggiungibile sia dal nord che dal sud dell’isola. Una funivia conduce fino a quasi 3.600 metri di quota, ma per raggiungere la vetta vera e propria è necessario un permesso speciale (da richiedere su Tenerife ON). Le escursioni a piedi nel parco sono numerose e ben segnalate, e permettono di esplorare angoli remoti e silenziosi anche nelle giornate di maggiore affluenza turistica.

Il Parco Rurale di Anaga: la foresta primordiale del nord-est

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Spostandosi verso il nord-est dell’isola, il paesaggio cambia radicalmente. Le rocce vulcaniche lasciano il posto a una vegetazione densa e lussureggiante, le temperature si fanno più miti e umide, e la nebbia si deposita costantemente sulle cime di un massiccio antico e corrugato: siamo nel Parco Rurale di Anaga, una delle aree naturali più affascinanti di Tenerife e una delle riserve di biodiversità più importanti dell’intero arcipelago macaronesico.

Il parco si estende sui comuni di San Cristóbal de La Laguna, Santa Cruz de Tenerife e Tegueste, e offre una rete di sentieri escursionistici di varia difficoltà che attraversano vallate profonde, creste panoramiche e piccoli villaggi rurali quasi immutati nel tempo. La fauna è ugualmente ricca: Anaga ospita numerose specie endemiche di uccelli, rettili e invertebrati, molte delle quali non si trovano in nessun altro posto al mondo. La colomba di Bolle e la colomba di Laurel sono due delle presenze più simboliche, entrambe legate indissolubilmente alla laurisilva.

La vegetazione del Parco Rurale di Anaga

Anaga è il regno della laurisilva, la foresta subtropicale di lauro che un tempo ricopriva ampie porzioni dell’Europa meridionale prima delle glaciazioni e che oggi sopravvive soltanto in alcune zone delle Isole Canarie e di Madeira. Camminare in questa foresta è un’esperienza quasi mistica: i tronchi contorti dei lauri si ricoprono di muschi e licheni, le felci giganti formano un sottobosco fitto e ombroso, la luce filtra a stento attraverso la volta vegetale e la nebbia avvolge tutto in un’atmosfera sospesa e silenziosa. Non è difficile capire perché molti viaggiatori considerino Anaga il luogo più magico di Tenerife.

Per chi desidera spingersi ancora più in profondità nell’ecosistema di Anaga, la Riserva Naturale Integrale di El Pijaral rappresenta un’esperienza ancora più esclusiva. Si tratta di una delle zone più incontaminate dell’intero parco, dove la foresta di laurisilva raggiunge il suo massimo splendore. L’accesso è limitato e richiede un permesso speciale (da richiedere sul Tenerife ON), una misura necessaria per proteggere un ecosistema di straordinaria fragilità. La vegetazione è così densa da creare quasi l’oscurità anche in pieno giorno, e i sentieri che si snodano tra gli alberi offrono scorci spettacolari sulle coste settentrionali dell’isola.

Il Parco Rurale di Teno: scogliere e villaggi sull’oceano

Aree naturali di Tenerife

All’estremità occidentale di Tenerife, dove l’isola si protende verso l’oceano con le sue scogliere più antiche e imponenti, si trova il Parco Rurale di Teno. Questa zona è una delle più antiche dell’intera isola dal punto di vista geologico: i basalti che compongono le sue rupi risalgono a circa sette milioni di anni fa, molto prima dell’attività vulcanica che ha modellato il resto di Tenerife. Il risultato è un paesaggio di straordinaria austerità e bellezza, dominato da pareti rocciose che si ergono verticalmente sull’Atlantico, da valli incassate e da un silenzio che sembra appartenere a un tempo più antico.

Il comune di Buenavista del Norte amministra questo territorio, e il parco è una meta imprescindibile per gli amanti del trekking e del birdwatching. La presenza del falco di Barberia e di numerose altre specie di rapaci rende Teno uno dei luoghi più interessanti dell’isola per l’osservazione degli uccelli.

Masca e Barranco de Masca

Tra i punti di maggiore interesse paesaggistico spicca il villaggio di Masca, un borgo arroccato su un altopiano a circa 650 metri di quota, raggiungibile attraverso una strada tortuosa che si snoda tra le creste del parco. Masca è anche il punto di partenza per la discesa del celebre Barranco de Masca, uno degli itinerari escursionistici più emozionanti di Tenerife.

Il Barranco de Masca è un canyon profondo e tortuoso che si apre tra alte pareti di roccia scura e scende fino a una spiaggia nascosta e selvaggia, la Playa de Masca, accessibile soltanto a piedi o via mare. Il percorso è impegnativo ma impagabile: si cammina sul fondo del canyon, tra pareti che a tratti si avvicinano fino quasi a toccarsi in alto, con la vegetazione rupestre che colonizza ogni anfratto e l’oceano che si intravede in lontananza. Da luglio 2024 è stata introdotta un’ecotassa per accedere al barranco, con l’obbligo di prenotare in anticipo su www.caminobarrancodemasca.com, una misura che testimonia l’impegno delle autorità locali nella tutela di questo ambiente straordinario.

Il Parco Naturale della Corona Forestale: la cintura verde dell’isola

Aree naturali di Tenerife
Parco Naturale della Corona Forestale – Image by Michel Bertolotti from Pixabay

Tutt’intorno al massiccio del Teide, a quote comprese tra i 1.000 e i 2.000 metri, si estende il Parco Naturale della Corona Forestale, la più vasta area protetta di Tenerife con i suoi 46.612 ettari. Questa fascia boschiva funge da cerniera naturale tra il paesaggio vulcanico e desertico del parco nazionale e le zone costiere più basse, e ospita una delle foreste di pini canari (Pinus canariensis) più belle e estese dell’intero arcipelago.

Il pino canario è una specie straordinariamente adattata all’ambiente vulcanico: è capace di sopravvivere agli incendi grazie alla sua corteccia spessa e alla sua capacità di ricacciare nuovi germogli anche dopo essere stato completamente bruciato. Le foreste della Corona Forestale sono dunque paesaggi dinamici, in continua trasformazione, dove alberi imponenti convivono con aree di rinnovamento post-incendio che creano aperture improvvise e vedute spettacolari verso il Teide o verso il mare.

Una delle zone più sorprendenti del parco è il cosiddetto Paesaggio Lunare, situato nella zona alta di Vilaflor. Si tratta di un pianoro caratterizzato da strane formazioni rocciose di colore chiaro, modellate dall’erosione nel corso di secoli in forme che ricordano pinnacoli, torri e colonne: una scenografia surreale immersa nel mezzo di una pineta silenziosa. Raggiungerlo richiede una camminata di diverse ore attraverso il bosco, ma il risultato ripaga ampiamente la fatica.

Il parco attraversa i comuni di La Orotava, Vilaflor e Guía de Isora, e offre numerosi percorsi escursionistici segnalati che permettono di esplorarne gli angoli più remoti. La fauna è quella tipica della fascia forestale canaria: pettirossi delle Canarie, fringuelli di Tenerife e, nelle ore più silenziose della mattina, il tordo canario che riempie il bosco con il suo canto.

La Riserva del Chinyero: un vulcano ancora vivo nella memoria dell’isola

Aree naturali di Tenerife
Vulcano Chineyro – Image by Cornelia Schneider-Frank from Pixabay

Nel territorio del comune di Santiago del Teide, ai piedi del Teide e in posizione nord-occidentale rispetto alla caldera, si trova la Riserva Naturale Speciale del Chinyero, una delle aree naturali più affascinanti per chi è interessato alla geologia vulcanica di Tenerife. Il cono del Chinyero è noto soprattutto per essere stato protagonista dell’ultima eruzione vulcanica significativa dell’isola, avvenuta nel 1909: un evento che ha lasciato un segno indelebile nel paesaggio, con colate laviche ancora perfettamente conservate che si estendono per diversi chilometri intorno al cono.

Camminare nella riserva del Chinyero significa muoversi su un terreno gelogicamente recentissimo, dove la lava solidificata ha preservato la propria morfologia originale in modo straordinario. I tormentati profili delle colate, i piccoli coni di scorie, le superfici a pahoehoe e a aa raccontano con precisione quello che accadde oltre un secolo fa, quando il fuoco dell’isola tornò a manifestarsi in tutta la sua potenza.

La riserva è anche un luogo di grande valore paesaggistico, con viste spettacolari sul Teide e sulle zone circostanti. La vegetazione che ha progressivamente ricolonizzato le colate laviche è essa stessa una testimonianza affascinante dei processi di successione ecologica che caratterizzano gli ambienti vulcanici: licheni, muschi, e poi gradualmente arbusti endemici che aprono la strada a specie più complesse.

La Riserva di Pinoleris e Las Lagunetas: oasi di quiete tra i pini

Pinoleris - Tenerife
REFLEX MBN, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Due aree protette meno frequentate rispetto ai grandi parchi ma non per questo meno preziose sono la Riserva Naturale Integrale di Pinoleris e il Paesaggio Protetto di Las Lagunetas. Entrambe si trovano nella fascia forestale dell’isola, tra il massiccio del Teide e le zone costiere del nord, e offrono ambienti ideali per escursioni tranquille in un contesto di grande bellezza naturale.

Pinoleris si estende sulle pendici settentrionali del Teide, nel comune di La Orotava, ed è caratterizzata da foreste di pini canari e da un sottobosco ricco di erbe aromatiche endemiche. È un’area meno battuta dai circuiti turistici principali, il che la rende particolarmente apprezzata da chi cerca silenzio e solitudine. Le vedute sul versante nord dell’isola, con la Valle della Orotava che scende verso il mare, sono di grande impatto visivo.

Las Lagunetas, nel centro-nord dell’isola, si estende su un territorio che attraversa numerosi comuni, tra cui El Rosario, Candelaria, El Sauzal, La Matanza de Acentejo, La Victoria de Acentejo, Santa Úrsula e Tacoronte. Questa area forestale è famosa per la sua biodiversità e per la ricchezza della flora endemica. I numerosi percorsi escursionistici che la percorrono permettono di esplorare ecosistemi diversi e di raggiungere punti panoramici eccezionali verso il Teide e verso il mare. Per le famiglie e per chi è alle prime armi con il trekking, Las Lagunetas rappresenta una delle opzioni più accessibili e gratificanti dell’isola.

Rambla de Castro e Malpaís di Güímar: la natura tra storia e vulcani

Rambla de Castro
Percorso di Rambla de Castro – Foto di Eleazar Glez su Unsplash

La Rambla de Castro è uno di quei luoghi che sorprendono per la varietà di elementi che concentra in un’area relativamente piccola: circa 45 ettari lungo la costa settentrionale di Tenerife, nel comune di Los Realejos, dove palmeti canari, scogliere vulcaniche e piccole spiagge nascoste convivono con i resti di una storica casa signorile e con antico acquedotto che raccontano la storia agricola dell’isola.

Passeggiare lungo il sentiero costiero della Rambla de Castro è un’esperienza che unisce il piacere della natura a quello della scoperta storica e antropologica, in un ambiente di grande serenità.

Sul versante opposto dell’isola, nella costa sud-orientale, il Malpaís di Güímar rappresenta uno dei più affascinanti esempi di paesaggio lavico di Tenerife. Il termine “malpaís” indica in spagnolo un terreno accidentato e impervio, caratteristico delle colate laviche recenti, e il Malpaís di Güímar è effettivamente un ambiente aspro e affascinante, dove la vegetazione xerofila si è adattata a condizioni di aridità estrema.

Le colate laviche che caratterizzano la riserva sono straordinariamente ben conservate, e la visita offre l’opportunità di osservare da vicino i meccanismi dell’ecologia vulcanica in un contesto molto diverso da quello delle foreste del nord.

La biodiversità di Tenerife: un patrimonio naturale unico in Europa

Uno degli aspetti che rendono le aree naturali di Tenerife così straordinarie è la loro biodiversità eccezionale, riconosciuta a livello scientifico internazionale. L’isolamento geografico dell’isola, combinato con la varietà di microclimi e substrati geologici, ha favorito nel corso dei millenni l’evoluzione di un numero elevatissimo di specie endemiche, ovvero organismi che non esistono in nessun altro posto al mondo.

Si stima che Tenerife ospiti oltre 1.400 specie di piante vascolari, delle quali circa 150 sono esclusive dell’isola o dell’arcipelago canario. Tra queste, alcune sono diventate veri e propri simboli del territorio, come il tajinaste rosso del Teide, la drago canario (Dracaena draco) con i suoi portamento arcaico e maestoso, e la bejeque, una succulenta rupestre che colonizza le pareti rocciose più inaccessibili.

La fauna non è da meno: Tenerife è una tappa fondamentale per migliaia di uccelli migratori che attraversano l’Atlantico tra l’Europa e l’Africa, e le sue acque costiere ospitano una delle comunità di cetacei più stabili e studiate del mondo, con specie come il capodoglio, il delfino bottlenose e la balena pilota che frequentano il canale tra Tenerife e La Gomera in modo quasi permanente.

Questa ricchezza naturale non è casuale: è il frutto di una storia geologica e biologica lunghissima, ma anche di politiche di conservazione che negli ultimi decenni hanno trasformato Tenerife in un modello di gestione sostenibile del territorio. Visitare le aree naturali dell’isola significa entrare in contatto con un ecosistema vivo, fragile e prezioso, la cui tutela è una responsabilità condivisa tra abitanti, istituzioni e visitatori.

Il Barranco del Infierno: la gola con la cascata nascosta

Barranco de Masca
Gola di Masca – Foto di Hans da Pixabay

Nel comune di Adeje, nel sud-ovest dell’isola, il Barranco del Infierno è uno dei percorsi di trekking più apprezzati di Tenerife. Il nome evoca qualcosa di tormentato e aspro, e in effetti la gola è profonda e selvaggia, ma la sua caratteristica più sorprendente è la presenza di una cascata di oltre 200 metri che scende nel cuore del canyon creando un microclima rigoglioso e verdissimo, in netto contrasto con le zone più aride che circondano il barranco.

Il sentiero che percorre il barranco è moderatamente impegnativo e richiede circa tre ore di cammino. È ben segnalato e offre vedute panoramiche di grande bellezza, con la vegetazione che cambia man mano che ci si addentra nella gola e la temperatura che scende sensibilmente rispetto alle zone aperte. Per preservare l’ambiente, l’accesso è contingentato e richiede la prenotazione (da effettuare su https://barrancodelinfierno.es) una scelta che garantisce ai visitatori un’esperienza più tranquilla e rispettosa del contesto naturale.

Come visitare le aree naturali di Tenerife: consigli pratici

Tenerife dispone di un’ottima rete di sentieri escursionistici segnalati, gestiti dal Cabildo Insular de Tenerife, che permettono di esplorare le aree naturali dell’isola in autonomia e in sicurezza. Per molte delle aree descritte in questo articolo è necessaria la prenotazione anticipata: il Barranco del Infierno, il Barranco de Masca e la Riserva di El Pijaral richiedono tutte una prenotazione obbligatoria, e in alcuni casi il pagamento di un’ecotassa, strumento con cui le autorità locali intendono gestire e limitare l’impatto del turismo sugli ecosistemi più fragili.

Il periodo migliore per visitare le aree naturali di Tenerife è la primavera, quando la vegetazione è al massimo del suo splendore, le cascate sono alimentate dalle piogge invernali e le temperature permettono escursioni confortevoli a qualsiasi quota. L’estate è ideale per le zone più alte, come il Parco del Teide, dove le temperature sono miti anche nei mesi più caldi. L’autunno e l’inverno, con le nebbie e le piogge del nord, conferiscono ad Anaga e a Teno un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Indipendentemente dalla stagione, è sempre consigliabile portare scarpe da trekking adeguate, abbigliamento a strati (le temperature cambiano rapidamente con l’altitudine), acqua sufficiente e una mappa o un’applicazione GPS aggiornata. Le aree naturali di Tenerife sono straordinarie proprio perché sono rimaste genuine e selvagge: rispettarle significa garantire che lo restino per molte generazioni future.

Le aree naturali di Tenerife: un patrimonio di inestimabile valore

Tenerife è un’isola che si rivela davvero soltanto a chi ha la curiosità di andare oltre la costa. Le sue aree naturali sono un patrimonio di inestimabile valore, una sovrapposizione di paesaggi, ecosistemi e storie naturali che poche destinazioni al mondo possono eguagliare. Dal vulcano Teide alle foreste di laurisilva di Anaga, dalle scogliere di Teno ai canyon del Barranco del Infierno, ogni angolo dell’isola nasconde qualcosa di straordinario per chi è disposto a cercarlo.

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